domenica 22 marzo 2020

12. Il re e la guerra


Il Il re si annoiava alquanto in queste riunioni inconcludenti con i ministri, e non amava il loro divagare su argomenti di poco conto.
  • Basta, non rattristatemi più con questa povertà. Poi non dimenticate che ci sono i soldati che tornano con bottini di guerra…
  • Quelli che tornano…
  • A proposito, le guerre. Ministro della guerra, come stiamo a guerre?
  • Abbiamo due guerre in corso.
  • Sì? Quali?
  • Nel paese degli orsi e sull’isola dei canguri.
  • E come vanno? Vinciamo?
  • No.
  • Come? Non mi dirà che veniamo sconfitti?
  • No.
  • Ma si sta prendendo gioco di me, ministro?
  • No sire. Non vinciamo né perdiamo. Stiamo.
  • Non mi avevate detto nulla, ero all’oscuro di tutto ciò.
Il segretario sussurrò qualcosa all’orecchio del cerimoniere, a proposito della preoccupante smemoratezza del sovrano. E riprese:
  • Non è importante che vinciamo sire, quel che conta è che il popolo si appassioni alle guerre, dimentichi le sofferenze quotidiane, la fame e le malattie. Le guerre sono indispensabili per il quieto vivere nel regno.
  • Bene ministro. E abbiamo raggiunto lo scopo? Perché allora il popolo si lamenta?
  • Il popolo si annoia. In queste guerre non succede mai nulla.
  • E fare una terza guerra? Ci sarebbe il re nero…
  • No sua maestà, lasci perdere, il re nero è troppo potente.
  • Perché allora non organizzare dei giochi, con bestie feroci e gladiatori,…come nell’antichità?
  • Giusto, il popolo si divertirebbe.
  • Ma la guerra al re nero poi la facciamo, vero? E così arrogante…dicono anche sia più bello di me!
  • C’è tempo, sire. Magari la prossima settimana…- il segretario sospirò e procedette: - Ora passiamo al problema più urgente…

  • Segretario, guardi: che sta facendo lo scrivano?
Lo scrivano non stava scrivendo, e non ascoltava, non si rese conto che tutti lo stavano guardando. Aveva posato la penna, e guardava fuori dalla finestra con aria sognante, il viso appoggiato ad una mano.
  • Scrivano, sveglia! Guardi che la sua bella testolina bionda…
  • Scusi sire! E’ che alzando gli occhi mi sembrava di aver visto un omino nero camminare sul tetto di fronte…
  • Un uomo nero!
Tutti i ministri si alzarono, preoccupati, e controllarono: - Non c’è nessuno, sire, stia tranquillo. Forse lo scrivano si è appisolato, stava sognando.
  • Torniamo tutti a sedere e procediamo – il segretario riprese le sue carte, mentre lo scrivano cercava la penna…


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