Il Il re si annoiava alquanto in queste riunioni inconcludenti con i
ministri, e non amava il loro divagare su argomenti di poco conto.
- Basta, non rattristatemi più con questa povertà. Poi non dimenticate che ci sono i soldati che tornano con bottini di guerra…
- Quelli che tornano…
- A proposito, le guerre. Ministro della guerra, come stiamo a guerre?
- Abbiamo due guerre in corso.
- Sì? Quali?
- Nel paese degli orsi e sull’isola dei canguri.
- E come vanno? Vinciamo?
- No.
- Come? Non mi dirà che veniamo sconfitti?
- No.
- Ma si sta prendendo gioco di me, ministro?
- No sire. Non vinciamo né perdiamo. Stiamo.
- Non mi avevate detto nulla, ero all’oscuro di tutto ciò.
Il
segretario sussurrò qualcosa all’orecchio del cerimoniere, a
proposito della preoccupante smemoratezza del sovrano. E riprese:
- Non è importante che vinciamo sire, quel che conta è che il popolo si appassioni alle guerre, dimentichi le sofferenze quotidiane, la fame e le malattie. Le guerre sono indispensabili per il quieto vivere nel regno.
- Bene ministro. E abbiamo raggiunto lo scopo? Perché allora il popolo si lamenta?
- Il popolo si annoia. In queste guerre non succede mai nulla.
- E fare una terza guerra? Ci sarebbe il re nero…
- No sua maestà, lasci perdere, il re nero è troppo potente.
- Perché allora non organizzare dei giochi, con bestie feroci e gladiatori,…come nell’antichità?
- Giusto, il popolo si divertirebbe.
- Ma la guerra al re nero poi la facciamo, vero? E così arrogante…dicono anche sia più bello di me!
- C’è tempo, sire. Magari la prossima settimana…- il segretario sospirò e procedette: - Ora passiamo al problema più urgente…
- Segretario, guardi: che sta facendo lo scrivano?
Lo
scrivano non stava scrivendo, e non ascoltava, non si rese conto che
tutti lo stavano guardando. Aveva posato la penna, e guardava fuori
dalla finestra con aria sognante, il viso appoggiato ad una mano.
- Scrivano, sveglia! Guardi che la sua bella testolina bionda…
- Scusi sire! E’ che alzando gli occhi mi sembrava di aver visto un omino nero camminare sul tetto di fronte…
- Un uomo nero!
Tutti
i ministri si alzarono, preoccupati, e controllarono: - Non c’è
nessuno, sire, stia tranquillo. Forse lo scrivano si è appisolato,
stava sognando.
- Torniamo tutti a sedere e procediamo – il segretario riprese le sue carte, mentre lo scrivano cercava la penna…
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