domenica 22 marzo 2020

5. Il banditore

I ragazzi corsero in strada. Non sapevano che direzione prendere: furono attratti da un rumore cadenzato, e seguendolo raggiunsero la piazza.
Due uomini con divise sgargianti stavano in mezzo alla piazza. Uno suonava il tamburo e l’altro saliva su un di un palchetto di legno e svolgeva una pergamena.
La gente si faceva intorno, e i bambini videro espressioni attente e preoccupate.
- Che succede?
- E’ arrivato il banditore, non vedete?
- E che fa il banditore?
- Porta notizie.
- Brutte notizie?
- Se va bene nuove tasse, se va male guerre... e le tasse sono appena aumentate...
- Udite udite – Gonfiando il petto, il banditore urlava e scandiva le parole :
- Il re e i ministri, preoccupati per il bene del popolo tutto, rendono noti i provvedimenti presi: le genti che vivono ai confini del regno rappresentano un danno e un pericolo.
Un danno, in quanto offrono uno spettacolo sgradevole per i gli animi più sensibili del paese, con i loro abiti cenciosi e l’abitudine insana di rovistare fra i rifiuti. Per non parlare poi del lezzo che emanano. Sua maestà non ha potuto recintare con alti muraglioni tutto il regno, fiumi e mari e montagne erano d'impedimento.
Ma ben più grave è il pericolo che può venire dai popoli vicini: perchè si sa che la povertà genera invidia, e queste genti potrebbero da un momento all’altro cercare di scavalcare o abbattere le mura per appropriarsi delle cibarie succulente, degli abiti sontuosi e delle belle case del nostro popolo.
Paolo guardò la popolana a fianco, che, a dire il vero, non era sontuosamente vestita...
- E sua maestà, unitamente ai ministri, ha deciso, per la felicità dell’amato paese, di dichiarare guerra ai vicini. Il popolo aderirà entusiasta all’impresa, in quanto non vede sicuramente l’ora di lottare per difendere i propri valori, dimenticando lo scontento che l’inedia sta causando.
Alcuni uomini applaudivano in prima fila. Tutti gli altri si allontanarono sbuffando e lamentandosi. Le donne piangevano.
La popolana se ne andò bofonchiando per ritornare alle proprie faccende.
I ragazzi tornarono da Armida per chiedere spiegazioni. Quel mondo appariva loro così oscuro!
- Armida, non capiamo, perché il re ce l’ha tanto coi popoli vicini?
- Ah, non si sa, qualsiasi scusa è buona per una nuova guerra.
- Armida, perchè le donne del borgo sono così arrabbiate? Capisco che non vogliano la guerra, ma loro neanche ci vanno!
- Ma cos’avete nella zucca, ragazzi? Da dove venite mai! Le donne rimangono a casa mentre i mariti vanno in guerra, e devono pensare da sole ai bambini, e lavorare il doppio... Piuttosto, che ne è di Kevin? Non siete andate a cercarlo? L’avete trovato?
I ragazzi si erano scordati dell’amico! Tornarono alla ricerca.

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