domenica 22 marzo 2020

15. L'albero della speranza


1Il cerimoniere voltò pagina:
  • Rimane per ultimo da parlare dell’albero della speranza.
  • Cos’è successo all’albero della speranza, sentiamo.
  • Una magia.
  • No… è seccato?
  • Incendiato?
  • No…
  • Tagliato dai poveri, per scaldarsi?
  • Non possiamo fare a meno dell’albero: ogni mattino il popolo controlla che sia sempre rigoglioso, in buona salute.
  • No, no, è una magia buona. Sire e ministri, tranquillizzatevi. L’albero è diventato tutto rosa….
  • Rosa?
  • Sì, il tronco e le foglie…
  • Però, bello un albero rosa…. Colore adatto alla speranza, non trovate?
  • Di un bel rosa confetto…così bello che un bambino si è arrampicato su in alto in alto, e non è più tornato, e … scusi sire, questa è un’altra storia. Dicevamo, l’albero è diventato di un bel rosa. Solo che…
  • Solo che?
  • Solo che gli abitanti del villaggio hanno visto che anche gli altri alberi diventavano rosa, e anche le verdure, e le galline, i cavalli, i gatti, i calessi e infine anche le case, e anche…
  • Tutto rosa? Che strana inutile magia!
  • Si è scoperto che è tutta colpa della bottega che fabbrica colori per le sete, le lane e – proseguì il cerimoniere abbassando la voce - i capelli, e le polverine cangianti per gli occhi delle fanciulle… insomma, sono esplosi degli alambicchi, e fumi rosa si sono sparsi ovunque…il popolo tossisce.
  • La mia maestà non può mai stare tranquilla…
  • Sire, non si dispiaccia…pochi sono morti, pochissimi, giusto cinque o sei. E sono morti con un bel colorito roseo sul viso. Però…
  • Un altro però… Che altro c’è?
  • Bisognerebbe fare qualcosa con mastro Arcobaleno…, è un pasticcione. Lava le tinozze in cui mescola il colore nel ruscello. Le acque sono viola.
  • Belle le acque viola… Cielo rosa e acque viola…
  • Sire, le lavandaie lavano i panni al ruscello…il regno è invaso da lenzuola viola che svolazzano al sole….
  • C’è il rischio che mi debba presentare alle fanciulle con una vestaglia viola, e magari anche…Ministrino, perché ridacchia nascondendosi con la mano? Bene, che intervenga il mago.
  • Sire, Le ricordo nuovamente che da tempo non viene pagato – disse il ministrino ricomponendosi.
  • Lo pagherà il popolo.
  • Il popolo è sempre povero.
  • Allora convochiamo lo scienziato.
  • Lo scienziato? non c’è più.
  • Come? Gli abbiamo tagliato la testa?
  • No. Dato che non lo pagavamo, se n’è andato oltreoceano…
  • No…dal re nero? Sempre lui, porta via i miei uomini migliori…
  • Allora allora...facciamo ridipingere l’aria e l’acqua di azzurro, che ci vuole…
  • Che idea geniale…facciamo ritingere tutto al pittore.
  • Ma non dovevamo fargli tagliare la testa?
  • La prossima settimana… non c’è fretta.
  • I prati e gli alberi torneranno verdi, le pecore bianche…i fiori lasciamoli rosa. Che bel paese!
  • Che bel paese! - esclamò il ministro della guerra.
  • Che bel paese! - esclamò il ministrino.
  • Che bel paese! - esclamò il segretario.
  • Che bel paese! - esclamò il cerimoniere, aggiungendo con sussiego: - Tutto merito di sua maestà!
  • Basta complimenti. Sapete che sono un uomo modesto. – si ritrasse il sovrano, tormentandosi un tirabaci fulvo, scomposto ma non ribelle, che spuntava da sotto la corona. - Che ora è, cerimoniere?
  • Sono le cinque.
  • Finalmente, il mio tè con le fanciulle! Cerimoniere, mi accompagni!

Nessun commento:

Posta un commento

Premessa

Premessa Kevin, Frida, Paolo e la sorellina Alice sono amici per la pelle. Si sono conosciuti in circostanze insolite: Paolo e ...