Kevin
correva, correva a perdifiato, come se stesse scappando. E col cuore
in gola era difficile raccogliere i pensieri.
Kevin,
Kevinchenonhapaura.
Correva
verso il castello. Sentiva la responsabilità della missione che lo
aspettava, che lo sguardo della strega gli aveva assegnato. Era
l’eroe. L’eroe delle favole. E gli amici erano convinti di
questo, credevano in lui. Non era mica poco! E poi, non l’aveva
neppur chiesto!
Kevinchenonhapaura.
Lo
la strega gli aveva affidato una missione. Una missione importante e
misteriosa. Ma non era stata chiara, non gli aveva detto in modo
esplicit
o
di cosa si trattava. Kevin era confuso. Doveva salvare il mondo,
questo è il compito dell'eroe. Ma da quale pericolo? Tutto il peggio
del mondo l’aveva avuto lui. E doveva salvare il mondo, proprio
lui: da cosa? Perché? Come? Ritornava ancora e sempre la domanda:
perché proprio lui?
Kevinchenonhapaura.
Correva
e correva. Che sciocco, correva senza neppur sapere dove andare.
Quando cominciò a mancargli il fiato, si ritrovò alla sinistra un
recinto con all’interno dei cavalli. Un puledro gli si avvicinò
con un trotto allegro. Era Red, della tenuta dei genitori di Frida.
Sembrava riconoscerlo, ricordava forse dei giochi sul prato con gli
amici.
Red
saltò lo steccato, e Kevin in un attimo gli salì in groppa,
rassicurato. Nuovo coraggio, per affrontare la sua misteriosa
missione.
Red
si diresse deciso verso il castello, lungo la stradina sterrata che
Kevin conosceva.
Al
castello chi avrebbe trovato ad aspettarlo? Balbablu forse?
Prese
fiato, e sorrise, rassicurato. Red l'aveva condotto ad un luogo
conosciuto, fuori delle mura del castello, nei pressi delle porte.
-
Eccomi qui. Ecco l’albero dove ci siamo fermati con Mafalda, in
gita verso il villaggio medievale; lì, fra gli alberi, ci siamo
nascosti per travestirci da villani, dove poi abbiamo fatto merenda.
Appiattisco l’erba con le mani, ecco. Mando a casa Red. Vai, che
nessuno si insospettisca. Ora dormo. Mi copro con il giubbotto, fa
fresco. Cosa sono questi rumori? E’ così buio! Come vorrei
fossero qui i miei amici. Ma loro se ne stanno tranquilli nelle loro
case. Posso immaginare quanti festeggiamenti al loro ritorno!
Kevinchenonhapaura.
-
Ora dormo, sì. Paura...io un po’ di paura veramente ce l’avrei.
Sono qui solo, di notte. Il coraggio per lottare ce l'ho, ma vorrei
sapere... Certo, so per cosa vale la pena di lottare: voglio la
giustizia, ecco, questo so. Ma chi sono i miei nemici? Rischio di
sbagliare perché non so nulla di quel che c'è intorno. E poi questa
notte è così buia…
Pensava
agli amici, gli mancavano. Chissà cosa stavano facendo in quel
momento, lontani dai suoi tormenti. Pensava al salvataggio della
strega nel villaggio, alla vicenda del pifferaio. E fra tanti ricordi
si addormentò.
Buonanotte
Kevin, notte inquieta.
Ecco
Alice:
-
Ora dormo. Uffa, no, non dormo, il sonno non viene. Eppure sono
stanca. I carabinieri, e poi i giornalisti, tutte quelle domande.
Sono stata brava, nessuno ha capito dov'è la casa della strega!
Quante feste, con mamma e papà! Io sarò pure piccola e imbranata,
ma come si vede che la mamma si sente in colpa. Ed è un po’
stordita per i miei comportamenti. Trova che sono cresciuta di
botto. Le ho raccontato una fiaba per farla dormire, una delle fiabe
di Mafalda.
Continuo
a pensare a Belzebù, Ice, Maya, Frida e soprattutto a Kevin. Kevin
non è tornato. Era chiaro che non sarebbe tornato, nessuno lo
aspettava. Sappiamo tutti che non ha una famiglia, anche se non ne
abbiamo mai parlato con lui. Ma se non è stato lui a
dirmelo...forse sto diventando finalmente una strega.
Sono
preoccupata ecco. Ora sveglio Paolo e andiamo da lui e… -
Uno
sbadiglio interruppe il pensiero. La sua carriera da strega era
felicemente avviata, e pareva assolutamente adatta al carattere
volitivo e testardo della piccola.
Buona
notte Alice.
Ecco
Paolo:
-
Ripenso alla giornata di oggi, al ritorno alla normalità tanto
desiderato. Stranamente questa calma non mi appaga. Sono sospeso tra
le avventure dei giorni passati, e quella fuga di Kevin, solo, verso
la collina. Fuga di cui non so niente. -
Una
cosa gli rodeva: perché tutto questo mistero? Avevano pur condiviso
mille avventure… Dove stava andando? Che cosa aveva in mente?
Perché escluderlo dalla nuova impresa? E dalla sua amicizia?La sua
mente era sempre in fermento, son si fermava fino a che trovava una
spiegazione razionale.
Ma,
conoscendo Kevin, pensò un buon motivo doveva esserci per quel
silenzio: forse l’amico voleva preservare lui e gli altri due da
un oscuro pericolo: lui non aveva niente da perdere, non c’era
nessuno ad aspettarlo… Ma non sarebbe certo rimasto nel dubbio…
poteva raggiungerlo, conosceva la strada. Ora era stanco, ma
l’indomani…
Il
sonno ebbe la meglio.
Buona
notte Paolo.
Ecco
Frida
Frida
era a casa, al caldo. I suoi animali preferiti erano al sicuro con
Mafalda. Gli amici erano tornati alle proprie famiglie, e questo era
bene… ma Kevin dov’era?
Uscì
dopo cena, sentendo Red nitrire, e lo vide ritornare al galoppo dalla
collina, e infilarsi nel recinto dal cancelletto aperto. C’era il
cappellino con la visiera di Kevin impigliato ai finimenti. E capì.
La
sua sconfinata fiducia nell'armonia della natura e nella bontà degli
animali la rendeva ottimista.
Si
addormentò sorridendo. Pensava che Kevin fosse solo, invece Red era
andato ad aiutarlo.
Buona notte Frida
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