domenica 22 marzo 2020

1. Notte buia senza stelle

Ecco Kevin:
Kevin correva, correva a perdifiato, come se stesse scappando. E col cuore in gola era difficile raccogliere i pensieri.
Kevin, Kevinchenonhapaura.
Correva verso il castello. Sentiva la responsabilità della missione che lo aspettava, che lo sguardo della strega gli aveva assegnato. Era l’eroe. L’eroe delle favole. E gli amici erano convinti di questo, credevano in lui. Non era mica poco! E poi, non l’aveva neppur chiesto!
Kevinchenonhapaura.
Lo la strega gli aveva affidato una missione. Una missione importante e misteriosa. Ma non era stata chiara, non gli aveva detto in modo esplicit
o di cosa si trattava. Kevin era confuso. Doveva salvare il mondo, questo è il compito dell'eroe. Ma da quale pericolo? Tutto il peggio del mondo l’aveva avuto lui. E doveva salvare il mondo, proprio lui: da cosa? Perché? Come? Ritornava ancora e sempre la domanda: perché proprio lui?
Kevinchenonhapaura.
Correva e correva. Che sciocco, correva senza neppur sapere dove andare. Quando cominciò a mancargli il fiato, si ritrovò alla sinistra un recinto con all’interno dei cavalli. Un puledro gli si avvicinò con un trotto allegro. Era Red, della tenuta dei genitori di Frida. Sembrava riconoscerlo, ricordava forse dei giochi sul prato con gli amici.
Red saltò lo steccato, e Kevin in un attimo gli salì in groppa, rassicurato. Nuovo coraggio, per affrontare la sua misteriosa missione.
Red si diresse deciso verso il castello, lungo la stradina sterrata che Kevin conosceva.
Al castello chi avrebbe trovato ad aspettarlo? Balbablu forse?

Prese fiato, e sorrise, rassicurato. Red l'aveva condotto ad un luogo conosciuto, fuori delle mura del castello, nei pressi delle porte.
- Eccomi qui. Ecco l’albero dove ci siamo fermati con Mafalda, in gita verso il villaggio medievale; lì, fra gli alberi, ci siamo nascosti per travestirci da villani, dove poi abbiamo fatto merenda. Appiattisco l’erba con le mani, ecco. Mando a casa Red. Vai, che nessuno si insospettisca. Ora dormo. Mi copro con il giubbotto, fa fresco. Cosa sono questi rumori? E’ così buio! Come vorrei fossero qui i miei amici. Ma loro se ne stanno tranquilli nelle loro case. Posso immaginare quanti festeggiamenti al loro ritorno!
Kevinchenonhapaura.
- Ora dormo, sì. Paura...io un po’ di paura veramente ce l’avrei. Sono qui solo, di notte. Il coraggio per lottare ce l'ho, ma vorrei sapere... Certo, so per cosa vale la pena di lottare: voglio la giustizia, ecco, questo so. Ma chi sono i miei nemici? Rischio di sbagliare perché non so nulla di quel che c'è intorno. E poi questa notte è così buia…
Pensava agli amici, gli mancavano. Chissà cosa stavano facendo in quel momento, lontani dai suoi tormenti. Pensava al salvataggio della strega nel villaggio, alla vicenda del pifferaio. E fra tanti ricordi si addormentò.
Buonanotte Kevin, notte inquieta.

Ecco Alice:
- Ora dormo. Uffa, no, non dormo, il sonno non viene. Eppure sono stanca. I carabinieri, e poi i giornalisti, tutte quelle domande. Sono stata brava, nessuno ha capito dov'è la casa della strega! Quante feste, con mamma e papà! Io sarò pure piccola e imbranata, ma come si vede che la mamma si sente in colpa. Ed è un po’ stordita per i miei comportamenti. Trova che sono cresciuta di botto. Le ho raccontato una fiaba per farla dormire, una delle fiabe di Mafalda.
Continuo a pensare a Belzebù, Ice, Maya, Frida e soprattutto a Kevin. Kevin non è tornato. Era chiaro che non sarebbe tornato, nessuno lo aspettava. Sappiamo tutti che non ha una famiglia, anche se non ne abbiamo mai parlato con lui. Ma se non è stato lui a dirmelo...forse sto diventando finalmente una strega.
Sono preoccupata ecco. Ora sveglio Paolo e andiamo da lui e… -
Uno sbadiglio interruppe il pensiero. La sua carriera da strega era felicemente avviata, e pareva assolutamente adatta al carattere volitivo e testardo della piccola.
Buona notte Alice.

Ecco Paolo:
- Ripenso alla giornata di oggi, al ritorno alla normalità tanto desiderato. Stranamente questa calma non mi appaga. Sono sospeso tra le avventure dei giorni passati, e quella fuga di Kevin, solo, verso la collina. Fuga di cui non so niente. -
Una cosa gli rodeva: perché tutto questo mistero? Avevano pur condiviso mille avventure… Dove stava andando? Che cosa aveva in mente? Perché escluderlo dalla nuova impresa? E dalla sua amicizia?La sua mente era sempre in fermento, son si fermava fino a che trovava una spiegazione razionale.
Ma, conoscendo Kevin, pensò un buon motivo doveva esserci per quel silenzio: forse l’amico voleva preservare lui e gli altri due da un oscuro pericolo: lui non aveva niente da perdere, non c’era nessuno ad aspettarlo… Ma non sarebbe certo rimasto nel dubbio… poteva raggiungerlo, conosceva la strada. Ora era stanco, ma l’indomani…
Il sonno ebbe la meglio.
Buona notte Paolo.

Ecco Frida
Frida era a casa, al caldo. I suoi animali preferiti erano al sicuro con Mafalda. Gli amici erano tornati alle proprie famiglie, e questo era bene… ma Kevin dov’era?
Uscì dopo cena, sentendo Red nitrire, e lo vide ritornare al galoppo dalla collina, e infilarsi nel recinto dal cancelletto aperto. C’era il cappellino con la visiera di Kevin impigliato ai finimenti. E capì.
La sua sconfinata fiducia nell'armonia della natura e nella bontà degli animali la rendeva ottimista.
Si addormentò sorridendo. Pensava che Kevin fosse solo, invece Red era andato ad aiutarlo.
Buona notte Frida

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Premessa

Premessa Kevin, Frida, Paolo e la sorellina Alice sono amici per la pelle. Si sono conosciuti in circostanze insolite: Paolo e ...